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Alcuni farmaci provocano secchezza della bocca, si chiama "Xerostomia. La condizione di "bocca secca" può causare un rapido decadimento dei denti e alito cattivo, oltre che infezioni da fermentazione di batteri ed altri problemi orali. Gli antidepressivi ad esempio possono avere questo effetto collaterale, per chi li usa può essere indicato avere maggiore cura dei propri denti e bere più acqua oltre che farsi controllare più spesso dal dentista.
E' stato riportato che più di 600 farmaci di uso comune possono causare secchezza della bocca associata o meno a ridotta funzione delle ghiandole salivari.
Riportiamo di seguito una lista di farmaci comuni che causano xerostomia.
ACE-
Agenti antineoplastici. La chemioterapia antineoplastica può essere causa di xerostomia, ma una maggiore attenzione è rivolta alla mucosite, che rappresenta una grave manifestazione della tossicità di diversi agenti.
Agenti antiretrovirali. Gli inibitori delle proteinasi causano xerostomia in circa il 2% dei casi.
Agenti simpaticomimetici. Xerostomia si verifica in meno del 3% dei pazienti che ricevono salbutamolo o salmeterolo per inalazione.
Analgesici oppioidi. Solo la meperidina e i suoi congeneri (vedi anche antidiarroici) causano xerostomia, in quanto dotati di azione anticolinergica. Anche il tramadolo può causare xerostomia, in circa il 5-
Anoressizanti e stimolanti del sistema nervoso centrale. L’anfetamina e i composti correlati (tra cui ecstasy, fenfluramina, fenmetrazina, fentermina, mazindolo, metilfenidato e altri) provocano tutti frequentemente xerostomia.
Ansiolitici e sedativi. La glutetimide è dotata di attività anticolinergica e può causare xerostomia. Xerostomia è stata segnalata per varie benzodiazepine, tra cui il triazolam.
Tra gli antiaritmici sono soprattutto la chinidina, la disopiramide e la procainamide a provocare secchezza delle fauci in quanto dotate di attività anticolinergica. Anche l’amiodarone, il diltiazem e il propafenone possono dare xerostomia.
Antidepressivi. La xerostomia è estemamente frequente, specialmente negli anziani, in seguito a trattamento con i classici derivati triciclici (per esempio, imipramina, clomipramina, amitriptilina, nortiptilina e doxepina) e tetraciclici (per esempio, maprotilina) non selettivi ed è da attribuirsi alla loro spiccata attività anticolinergica.
Antidiarroici. Il difenossilato e la loperamide (vedi anche analgesici oppioidi) provocano la sindrome della bocca secca e questo effetto viene aggravato dalla associazione con parasimpaticolitici.
Antimaniacali. La xerostomia si verifica in circa il 20-
Antimuscarinici. Comprendono alcaloidi naturali (come l’atropina, la iosciamina e la scopolamina), derivati semisintetici (come l’omatropina), e composti sintetici (tra cui, l’anisotropina, l’ipratropio, il glicopirrolato, l’isopropamide, il mepenzolato, la pirenzepina e la propantelina). Sono impiegati per vari scopi terapeutici. I recettori delle ghiandole salivari sono particolarmente sensibili all’azione inibitoria di tali composti e la xerostomia è frequentissima.
Antinfiammatori. Xerostomia è stata segnalata per diflunisal, ibuprofene, fenoprofene, naprossene e piroxicam.
Antiparkinsoniani. Le amine terziarie parasimpaticolitiche, come la benztropina, il biperidene, la prociclidina, il triesifenidile hanno una significativa capacità di causare xerostomia, che dipende dalla loro attività antimuscarinica.
Tra gli antipertensivi, sono soprattutto quelli ad azione centrale come l’alfa-
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