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L’alveolite post-
L’alveolite p.e. è un processo infiammatorio dell’osso alveolare.
Dopo l’estrazione di un dente residua una cavità ossea detta ‘alveolo’ o ‘cavità alveolare’.
Dopo l’estrazione del dente l’alveolo viene a comunicare direttamente con la cavità orale.
Il sintomo principale e caratteristico è il DOLORE
Tipicamente i pazienti dichiarano che lo stato di disagio dovuto ai postumi dell’intervento tende a diminuire progressivamente nei primi giorni dopo l'estrazione, ma inaspettatamente, dopo il 4°-
Caratteristicamente è resistente ai comuni farmaci analgesici
L'ipotesi più accreditata è la lisi del coagulo intralveolare: il coagulo blocca il sanguinamento, protegge i tessuti sottostanti e serve come base per l’organizzazione del cosiddetto ‘tessuto di granulazione’, da cui dipende la formazione di nuovo tessuto osseo nella cavità alveolare. Nell’alveolite post-
Diagnosi Differenziale
Prima di procedere al trattamento è necessario però escludere altre cause:
Escludere che si tratti di un ascesso odontogeno, scatenato dalla presenza di un residuo di radice dentale lasciato nell’alveolo: verrà eseguita allo scopo una radiografia endorale o panoramica.
Escludere che si tratti di una osteomielite: si avrà febbre, dolore e gonfiore locale, spesso essudato purulento, ma anche lesioni della struttura ossea repertabili successivamente in radiografia.
Trattamento:
l’alveolite è quindi una condizione molto dolorosa ma non grave
Il trattamento non diminuisce i tempi di guarigione, ma serve a controllare la sintomatologia dolorosa ed a ripristinare quelle condizioni anatomiche e biologiche nella sede dell’intervento, indispensabili per favorire una ripresa dei processi riparativi e di guarigione.
La terapia più accreditata ultimamente prevede:
la rimozione di eventuali depositi presenti all’interno della cavità;
lavaggi quotidiani dell’alveolo con soluzione fisiologica, o clorexidina allo 0,20%, o Rifamicina;
il posizionamento nell’alveolo di una garza sterile imbevuta di Eugenolo (azione analgesica).
La frequenza delle medicazioni all’inizio è quotidiana e viene ridotta con la remissione della sintomatologia e la stabilizzazione del tessuto di granulazione fino alla guarigione.
Altri protocolli prevedono il lavaggio ripetuto con soluzioni di povidione iodato e la somministrazione di antibiotici come metronidazolo o clindamicina o lincomicina; oppure il lavaggio con H2O2 e soluzione fisiologica; o l’applicazione di un impacco con iodoformio e vasellina insieme ad un gel di lidocaina.
In genere gli antibiotici per via sistemica non sono necessari: la terapia antibiotica sistemica associata al curettaggio dell’alveolo non migliora la prognosi dell’alveolite.
Altri protocolli prevedono l’attuazione di manovre chirurgiche per provocare nuovo sanguinamento e di conseguenza favorire la formazione di un nuovo coagulo: si corre però il rischio di provocare un’osteomielite, cioè l’infezione dei tessuti ossei, complicanza certamente più seria dell’alveolite secca.
Prevenzione
Per ridurre il rischio della comparsa dell’alveolite è utile seguire i seguenti accorgimenti, da parte del medico:
Eliminare il tartaro, se presente, attorno alla radice del dente almeno 10 giorni prima dell’intervento;
Nell’imminenza dell’intervento far eseguire al paziente sciacqui con colluttorio a base di clorexidina allo 0,20% per ridurre drasticamente la carica batterica nel cavo orale;
Ridurre il trauma gengivale, evitando di lacerare i tessuti e la necrosi del tessuto osseo;
Curettare l’alveolo dopo l’estrazione;
Lavare abbondantemente l’alveolo con soluzione fisiologica, possibilmente fredda;
Applicare nell’alveolo spugnette sterili di gelatina di collagene di origine animale biocompatibile o di cellulosa ossidata, per favorire il coagulo;
Suturare senza ischemizzare la ferita;
Non ischemizzare la ferita dopo l’estrazione con una compressione eccessiva del tampone, ma piuttosto lasciar sanguinare delicatamente per favorire il coagulo;
Non prescrivere farmaci analgesico-
Programmare l’estrazione tra il 23° e il 28° giorno del ciclo nelle donne che assumono contraccettivi orali.
Recenti studi hanno accertato che per prevenire l’alveolite post-
Applicare nell’alveolo, soprattutto in caso di denti del giudizio in inclusione ossea, un gel a base di clorexidina allo 0,20%;
Somministrare 500 mg di Azitromicina 1 volta al giorno per i 3 giorni successivi all’estrazione, soprattutto in donne a rischio, fumatrici e che seguono la contraccezione orale, senza rischi di interazione.
Mantenere il tampone di garza posizionato sopra il sito chirurgico per permettere l’organizzazione del coagulo;
Non effettuare sciacqui per le prime 24 ore, perché tale operazione potrebbe sciogliere o spostare il coagulo: può essere applicato in alternativa un gel a base di clorexidina almeno allo 0,20%;
Successivamente, continuare ad applicare il gel almeno ogni 12h per 7 giorni, o eseguire sciacqui in modo delicato e della durata di almeno un minuto, con colluttori contenenti clorexidina almeno allo 0,12% o con acqua e sale, dopo le consuete manovre di igiene orale;
Evitare manovre che possano dislocare il coagulo dalla sede alveolare, come bere con cannucce, risucchiare nella zona dell’estrazione, sputare, fare gargarismi, usare l’idropulsore;
Non assumere cibi e bevande calde, ma dieta fredda a base di liquidi e cibi morbidi: masticare dal lato opposto a quello sede della ferita;
Evitare alcolici e bibite gassate;
Non fumare nel periodo post-
Mantenere una corretta igiene orale domiciliare.
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