Leucoplachia - STUDIO DENTISTA GENOVA PICCARDO IMPLANTOLOGIA ORTODONZIA GENOVA

CERCA
Vai ai contenuti

Menu principale:

Leucoplachia

leucoplachia

In campo medico, il termine leucoplachia designa una condizione relativamente preoccupante: si tratta di una lesione tipica del cavo orale, che interessa soprattutto la superficie della lingua e le mucose interne delle labbra e delle guance; ad ogni modo, anche le mucose della laringe e degli organi genitali potrebbero essere coinvolte. La leucoplachia orale è la forma più diffusa, che si distingue per la formazione di placche biancastre alquanto sgradevoli alla vista, responsabili sovente di un'alterazione percettiva del gusto dei cibi e di fastidi all'interno della bocca. Considerando che la leucoplachia orale è la forma più comune e più nota, punteremo l'attenzione proprio su questa tipologia.

Leucoplachia e possibile degenerazione neoplastica

Idealmente, la leucoplachia viene considerata una condizione allarmante, poiché alla vista potrebbe generare un certo impatto emotivo, oltre a causare un reale fastidio costante in bocca; ad ogni modo, è doveroso puntualizzare che la leucoplachia non sempre rappresenta una lesione precorritrice di neoplasie maligne, ma questo non significa che debba essere trascurata, tutt'altro.
Nonostante sia raro che la leucoplachia degeneri in cancro, deve comunque essere considerata una possibile lesione precancerosa, poiché visibilmente dissimile dalla normale mucosa orale, dunque potenzialmente convertibile in tumore. Le statistiche mediche hanno registrato una trasformazione maligna della leucoplachia nel 2-5% dei soggetti affetti. Tuttavia, è impossibile prevedere con certezza assoluta l'evoluzione delle placche bianche in esame. Ad ogni modo, le scienza sta attualmente proseguendo a passi da gigante, vista la ricerca di markers cellulari volti al perfezionamento dei criteri diagnostici: tali markers potrebbero rappresentare un valido ausilio per prevedere l'eventuale progressione neoplastica della leucoplachia.

Leucoplachia: terminologia ed incidenza

Letteralmente, il termine leucoplachia (o leucoplasia) significa “placca bianca”: l'analisi etimologica del termine permette di anticipare la condizione, che appunto si caratterizza per la comparsa di macule o placche biancastre, distinguibili alla vista e percepibili al tatto.
Si osserva che la leucoplachia è una tra le più note e comuni “lesioni bianche” che interessano la mucosa buccale, poiché riscontrabile all'incirca nel 3% degli adulti.
La leucoplachia è un fenomeno che virtualmente potrebbe colpire chiunque, in particolar modo i fumatori: sono state effettuate molte indagini epidemiologiche, dalle quali è emerso che gli individui maschi rappresentano la categoria più a rischio di leucoplachia proprio perché più portati a fumare. Non mancano certo le eccezioni poiché, in alcune aree geografiche, il tabagismo risulta molto diffuso anche tra le donne.
Considerando l'età, sono stati diagnosticati molti casi di leucoplachia tra gli  uomini che superano i 40 anni (soprattutto i sessantenni); solamente l'1% dei trentenni è affetto da leucoplachia.

Leucoplachia: ricerca eziologica

Puntando l'attenzione su una diagnosi per esclusione, la leucoplachia non può essere ascritta ad alcuna patologia vera e propria, né ad alcun altro fattore eziologico di natura fisico-chimica, se non al tabacco [definizione sancita dall'OMS]; in altre parole, la leucoplachia rappresenta una tipica lesione correlata al tabagismo, sovente reversibile smettendo semplicemente di fumare.
Tuttavia, oltre al fumo di tabacco, sono stati individuati alcuni ipotizzabili e plausibili fattori predisponenti, malgrado non sia stata tuttora accertata la correlazione diretta con la leucoplachia. Tra questi spiccano:
malattie sistemiche (diabete mellito, anemia sideropenica, disfunzioni epatiche, ecc.);
allergie a materiali utilizzati per la pulizia orale quotidiana;
reazioni allergiche a strumenti utilizzati dall'odontoiatra;
abuso di bevande alcoliche;
traumatismi di lieve entità ma ripetuti nel tempo;
infezioni batteriche.
Nei casi più gravi, la leucoplachia potrebbe rivelarsi una spia accesa di AIDS.

Quadro clinico della leucoplachia

I fattori di rischio appena descritti concorrono alla formazione delle placche bianche adiacenti alla mucosa: a livello orale, la leucoplachia tende a localizzarsi soprattutto a livello linguale, gengivale, mucoso-labiale e vestibolare. In genere, le placche linguali creano la tipica lingua bianca, solcata da striature rossastre apparentemente sanguinolente, responsabili dell'aspetto rigato, quasi zebrato, della lingua stessa.
Morfologicamente, la leucoplachia può essere distinta in tre forme:

  • Leucoplachia piana omogenea: la placca risulta piana e leggermente increspata, con macchie bianche interposte a striature arborescenti rossastre. Il rischio di evoluzione della lesione in senso negativo è poco probabile ma possibile (indice di rischio stimato intorno allo 0.2-4%). Nella maggior parte dei casi si rivela asintomatica. In simili frangenti, si parla di iperorto-cheratosi o di iperpara-cheratosi, poiché la lesione è caratterizzata da un accumulo abnorme di cheratina.

  • Leucoplachia verrucosa: la pellicola superficiale che riveste la placca risulta irregolare e caratterizzata da ramificazioni evidenti.

  • Leucoplachia fissurata non omogenea: la lesione appare nodulare, spesse volte accompagnata anche da eritro-leucoplasia (forma pre-neoplastica, con possibile evoluzione maligna 5 volte superiore rispetto alla forma precedente). Causa spesso dolore/fastidio circoscritto.


La leucoplachia è una tra le lesioni bianche più comuni del cavo orale: si manifesta sottoforma di macchie o placche bianche, abnormemente cheratinizzate, non ascrivibili - né dal punto di vista clinico, né da quello istopatologico - ad alcun altro elemento causale se non al tabagismo [definizione OMS].
Considerata tale affermazione, qualsiasi altra lesione bianca di natura diversa dal fumo di tabacco (es. creata dal lichen planus o dal leucoderma) non può essere definita propriamente leucoplachia. In questo articolo affronteremo minuziosamente la diagnosi e le opzioni terapeutiche volte ad eliminare questa particolare condizione; ad ogni modo, è stato riscontrato che in molti soggetti - in concomitanza con la sospensione del fumo di sigaretta - il fenomeno regredisce spontaneamente, senza necessità di ulteriori trattamenti terapeutici.

Leucoplachia: diagnosi

Linee guida per diagnosticare la leucoplachia
Sono principalmente quattro le linee guida utili a tracciare un completo profilo diagnostico dei pazienti affetti da leucoplachia:
Aspetto clinico-morfologico: è importante differenziare le placche bianche omogenee, non omogenee o non specificate.
Presenza/assenza di displasia: la displasia delinea una composizione cellulare anormale, data da anomalie nel processo di replicazione delle cellule. La displasia dev'essere distinta in assente/lieve/moderata/grave o non specificata.
Localizzazione della lesione all'interno della cavità orale: la leucoplachia potrebbe coinvolgere tutto il cavo orale, sola alcune sedi (il pavimento orale o la lingua, per esempio) o, ancora,  tutto il cavo orale eccetto lingua e  pavimento.
Dimensioni: la leucoplachia dev'essere analizzata anche nelle sue dimensioni riferite al diametro. La placca, infatti, può avere un diametro inferiore ai 2 cm, compreso tra i 2 ed i 4 cm, oppure superare i 4 cm.
Diagnosi provvisoria e diagnosi definitiva di leucoplachia
Le linee guida appena descritte non sembrano sufficienti a completare il quadro analitico- diagnostico della leucoplachia: infatti, dapprima il medico dovrebbe stendere una diagnosi provvisoria, in cui la leucoplachia non può essere correlata ad altri fattori eziopatologici all'infuori del tabagismo. Successivamente, la diagnosi completa e definitiva viene tracciata proprio in funzione delle cause patologiche scatenanti: in altre parole, si ricerca, tramite biopsia, l'eventuale agente infettivo, flogistico o traumatico responsabile della lesione.
La diagnosi permette di distinguere le varie forme di leucoplachia: Leucoplachia piana omogenea, iperorto-cheratosi (o iperpara-cheratosi), Leucoplachia verrucosa, e Leucoplachia fissurata non omogenea con possibile eritro-leucoplasia (la classificazione è già stata discussa nell'articolo introduttivo della leucoplachia).
Valutazione diagnostica di tipo istopatologico
Come abbiamo visto, nella diagnosi definitiva è indispensabile anche la valutazione istoptologica della leucoplachia, in cui s'individua un'eventuale iperortocheratosi, paracheratosi, acantosi o displasia, che potrebbe degenerare - quest'ultima - nelle forme più severe (tumore).

Terminologia:

Ipercheratosi: trattasi di un ispessimento dello strato corneo dell'epidermide
Iperortocheratosi: ispessimento della strato corneo dell'epidermide, causato da processi flogistici. Non si presentano nuclei cellulari residui.
Paracheratosi: cheratinizzazione imperfetta dello strato corneo ed assenza dello strato granuloso – il quale costituisce una parte della cute
Acantosi: lo strato spinoso dell'epidermide è caratterizzato da un aumento del numero delle cellule che lo costituiscono
Displasia: alterazione di forma, sviluppo, dimensione e velocità di crescita delle cellle che compongono un dato tessuto od organo (anomalie cellulari ed architetturali premaligne)

Terapia

Le terapie volte a curare la leucoplachia sono basate sull'eliminazione degli elementi causali che l'hanno originata; da non dimenticare, comunque, che non sempre è immediato il riconoscimento delle cause scatenanti, perciò anche la scelta della strategia terapeutica più adatta può risultare problematica.
Ad ogni modo, non è raro che le forme lievi di leucoplachia regrediscano spontaneamente, senza necessità di terapie particolari; in genere, la sospensione del vizio di fumare sigarette coincide con la regressione spontanea del disturbo. Ciò non è possibile nelle forme di leucoplachia di tipo medio o grave, in cui il rischio di lesioni displastiche aumenta: a rigor di ciò, l'asportazione chirurgica rappresenta l'unica soluzione supponibile per eliminare definitivamente la leucoplachia.
Ad ogni modo, prima di procedere con la terapia risolutiva, è fondamentale l'attenta valutazione istopatologia, per accertare che la lesione non sia spia di una forma neoplastica maligna.

SE TI PIACE QUESTA PAGINA CONDIVIDILA QUI







Dott. Uberto Piccardo Titolare di Dentista Genova Via Maragliano 5 Genova, IT 16121,Tel. 0105959492



Alta professionalità, informazioni sempre oggiornate, prestazioni odontoiatrice nelle più innovative tecnologie, prezzi implantologia - protesi contenuti, consulenza on-line , preventivi implantologia protesi gratuiti. Siamo infatti presenti sul web scrivendo parole ricerca generiche per tutto territorio nazionale come dentisti , dentisti studi , implantologia , studio dentistico , odontoiatra dentistico , protesi , ortodonzia dentistico , o territorialmente specifiche come dentisti a Genova, dentisti implantologia , studio dentisti genova , protesi dentisti genova , studio dentistico dentisti , implantologia dentale genova , dentisti liguria , dentisti genova

 
Privacy Policy
Torna ai contenuti | Torna al menu