Occlusione dentale e postura - STUDIO DENTISTA GENOVA PICCARDO IMPLANTOLOGIA ORTODONZIA GENOVA

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Occlusione dentale e postura

postura

Negli ultimi tempi si sente molto parlare, in televisione e sui giornali, dell'enorme influenza che l'occlusione e quindi la masticazione esercitano sulla postura umana.
Nel nostro lavoro molto spesso ci capita di allenare in palestra anziani che per ovvie ragioni portano dentiere o all'opposto bambini e adolescenti che per altre portano apparecchi dentali.  
Se, come realmente avviene, l'occlusione rappresenta una sorta di "timone" per la postura umana, allora va da se che non possiamo prescrivere lo stesso esercizio fisico ad un adolescente decondizionato (chiameremo così coloro che non portano apparecchi) e all'adolescente condizionato (chiameremo così coloro che portano apparecchi), così come all'anziano o al bambino in crescita, come non lo faremmo per un mesomorfo ed un ectomorfo.
Le dinamiche e le meccaniche dell'occlusione sono veramente molte e assai complesse, e, pur non essendo questa la sede idonea, proverò lo stesso a fornire un chiarimento nella maniera più semplice e "indolore".

Nelle 3 classi del dr. Angle la relazione tra la mandibola e la mascella si basa sulla posizione del primo molare permanente della mascella.
Classe 1: è caratterizzata da una relazione mesiodistale normale tra la mandibola e la mascella, per cui la cuspide mesiovestibolare del primo molare permanente della mascella si articola con il solco mesiovestibolare del primo molare permanente della mandibola. La malocclusione si presenta sui segmenti anteriori.
Classe 2-1: è caratterizzata da una arcata dentaria inferiore distale rispetto a quella superiore. La malocclusione si presenta con una regressione distale bilaterale della mandibola con gli incisivi mascellari in labioversione.
Classe 2-2: è caratterizzata da una arcata dentaria inferiore distale rispetto a quella superiore. La malocclusione si presenta in disto-occlusione bilaterale con regressione degli incisivi centrali della mascella. Gli incisivi laterali della mascella si inclinano labialmente e mesialmente.
Classe 3: è caratterizzata da una progressione della mandibola con una relazione mesiale tra mandibola e mascellari. La malocclusione si presenta con una articolazione anteriore tra il solco mesiovestibolare del primo molare permanente della mandibola e la cuspide mesiovestibolare del primo molare della mascella.
Occlusione in cross-byte: è caratterizzata da un'occlusione con inferiori o incisivi che si trovano all'esterno dell'arcata dentaria superiore.
Morso profondo o chiuso: si ha quando la proiezione degli incisivi superiori va oltre i loro antagonisti in modo da sovrastare e nascondere quelli dell'arcata inferiore in massima intercuspidazione.
Morso aperto: può essere anteriore o laterale, si verifica quando alcuni denti non vengono a contatto in occlusione centrica, anche dovuto alla lingua che per svariati motivi si frappone tra le due arcate.
Morso deviato: è caratterizzato dalla deviazione laterale dell'arcata superiore rispetto all'inferiore, i denti si chiudono ma "storti".
Beanza: è la mancanza di uno o più denti, perciò ad ogni atto deglutitorio la lingua si "infila" letteralmente nello spazio creato dalla beanza e vieta una fisiologica occlusione.
Precontatto: in questo caso alcuni denti al momento della chiusura buccale si toccano tra di loro prima di altri.


Al di là delle nozioni puramente accademiche (seppur necessarie) è interessante notare gli effetti che una corretta occlusione o una malocclusione apportano al resto del corpo.
Il muscolo chiave nella funzione occlusale risulta essere lo pterigoideo esterno.
In particolare la sua funzione si espleta a fine corsa, cioè negli ultimi 10mm della chiusura buccale, quando la sua contrazione è massima.
Anatomicamente l'inserzione dello pterigoideo esterno destro differisce notevolmente da quella del sinistro, quindi anche la correzione manuale andrà applicata con le dovute differenze.
Il temporale è anch'esso un muscolo fondamentale nella dinamica occlusale, soprattutto attraverso la funzione estrinseca del suo tendine.
Secondo alcuni ortodontisti, è essenziale che l'angolo craniovertebrale e la distanza atlanto-occipitale sia fisiologica, ed in questo contesto l'Epistrofeo assume un ruolo chiave nella meccanica e nella dinamica occlusale direttamente tramite il Legamento Cruciforme ed indirettamente tramite il Legamento Alare.
Dal punto di vista osteopatico e kinesiologico, la malocclusione è considerata una sorta di "scoliosi cranica", in cui etmoide, presfenoide, postsfenoide e occipite rappresentano filogenicamente prima, seconda, terza e quarta vertebra. L'atlante in quest'ottica diverrebbe la quinta e non più la prima.
Anche la relazione tra malocclusione e scoliosi è ormai ampiamente documentata, e difatti è stato dimostrato come una scoliosi rachidea idiopatica - <25° Cobb - trattata con busto in età evolutiva porta per compenso ad un aumento del cross-byte occlusale.
Allo stesso modo, un prognatismo mandibolare (classe 3) involve in un aumento della cifosi toracica anche se le variazioni rachidee sono correlate all'età ed al sesso.
Ad esempio nella sindrome glossoposturale tipo I, dagli studi longitudinali effettuati, rientrano i pazienti in classe 3, ossia morfotipi con pancia in fuori, addome ptosico ed inefficiente, con ipomobilità toracica alta. Queste persone presentano al Barrè una sindrome delle catene crociate superiori con ipertonia del gran pettorale e dei trapezi e per compenso una debolezza cronica di flessori del collo e gran dentato.
Sempre in classe 3 rientrano i morfotipi con riduzione delle lordosi, gluteo posteriore con retroversione del bacino ed ipercifosi dorsale.

Alla luce di quanto esposto, qual è la discriminante nella prescrizione di esercizio fisico?!

Sicuramente l'anamnesi quanto più possibile esauriente, e poi l'analisi posturale, ovviamente.
Prima regola, tutti gli apparecchi e ortesi, siano esse fisse o mobili, che risultano applicate al mascellare superiore, sono AFISIOLOGICHE e massimamente deleteree.
Esse, attraverso complesse relazioni biomeccaniche ossee, possono bloccare, rallentare o creare gravi asincronie e disfunzioni nel Sistema Craniosacrale.
Quindi, se vediamo un bambino, un adolescente o anche un adulto portatore di tali ortesi, il nostro primo compito sarà di indirizzarlo dal posturologo col quale collaboriamo, o ancora meglio da un ortodonzista-gnatologo, prima di effettuare una prescrizione di esercizio fisico.
Ad una attenta anamnesi queste persone il più delle volte vi diranno di sentirsi spesso stanche o addirittura spossate, lamentando mal di testa frequenti, dolori articolari, mal di schiena, disturbi viscerali, trigger point, inappetenza, arrivando con diagnosi di fibromialgia* e molto altro ancora.
Sono quelle persone che per i loro disturbi hanno fatto il giro di una miriade di specialisti e non sono venute a capo di nulla.
Queste persone non solo apprezzeranno la vostra professionalità, ma soprattutto vi ringrazieranno per aver individuato la causa di molti dei loro problemi, nel qual caso fosse l'ortesi.
La prescrizione di esercizio fisico in questi casi, anche se fatta a regola d'arte, peggiorerà in maniera drammatica la condizione psico-fisica del soggetto.
Notiamo tutto ciò in maniera limpida su atleti di alto livello, in cui una minima correzione intrabbuccale errata porta ad un repentino decremento della performance sportiva.
Ancora, le persone con una classe 3 mandibolare, il classico "prognatismo", in cui la mandibola è più spostata in avanti della mascella, beneficeranno sicuramente di un allungamento pluriarticolare eccentrico decompensato con enfasi posta sulla "catena posteriore", sulla "catena respiratoria" e su quelle crociate, specialmente superiori, anche se molte volte queste persone risulteranno asintomatiche all'anamnesi.
La respirazione paradossa in questo caso vi tornerà utile come non mai.
Anche gli esercizi sulla Swiss-Ball, di cui ho parlato in un altro articolo, aiutano molto nel recupero della micro-mobilità toracica alta.
Gli esercizi di resistenza coi pesi vanno benissimo, ovviamente la scelta cadrà su quelli in catena chiusa, ma nella prima parte del programma è consigliabile non superare il 70% di 1RM e lavorare molto sulla ripresa della mobilità articolare con gli allungamenti.
Ovviamente in una persona con lordosi lombare ridotta sono sconsigliati esercizi come lo squat, crunch ecc...
In qualunque classe o disfunzione la persona si presenti puntate molto sulla ginnastica linguale: il gioco del "cavalluccio", ad esempio, che tutti noi facevamo da piccoli, è un eccellente esercizio di "sblocco" delle tensioni dell'intero apparato stomatognatico: ne beneficeranno i muscoli glossi, i masticatori, i retti e gli obliqui posteriori del capo, l'intera catena linguale, la fascia retrofaringea, la fascia retrosternale e per altri meccanismi l'intero Sistema Craniosacrale.
Potete proporre questo esercizio proprio mentre la persona è nella postura degli allungamenti, soprattutto nell'allungamento attivo sulla swuiss-ball, e potete anche aggiungere delle piccole rotazioni oculari.
Questo vi garantirà un imput di sblocco tensivo ancora maggiore.
Prescrivete l'esercizio del "cavalluccio" anche in autogestione a casa, da ripetere diverse volte al giorno.
Ovviamente questo esercizio fa parte di una gamma molto vasta di strategie correttive linguali, ma da qualche parte si dovrà pur cominciare giusto?!
Nelle classi 2 l'allungamento della catena posteriore sarà prioritario, accompagnato dal rinforzo degli addominali, allungamento dei quadricipiti, rinforzo degli hamstrings, sblocco diaframmatico e alleviamento delle tensioni, in particolare della catena di flessione.
Nell'anziano portatore di dentiera, ovviamente la prescrizione di esercizio dovrà attenersi a tutti gli accorgimenti del caso.
In generale, possiamo affermare che nello specifico "salta" letteralmente un "entrata" posturale molto importante, il che implica una ridistribuzione del carico in funzione delle altre due entrate principali, l'occhio e il piede; e dunque, probabilmente - ma ogni caso è a sé - un sovracontrollo dell'equilibrio visivo e tattile plantare.
Anche in questo caso quindi molta accortezza, e se possibile evitare nella prescrizione dell'esercizio tutti quei movimenti che possano aumentare la perdita dell'equilibrio, come camminate sul tapis roulant, al quale è meglio preferire la byke, o movimenti tipo step, balli di gruppo ecc...

Ovviamente questo articolo non intende essere una panacea per i disturbi collegati al sistema stomatognatico, ci mancherebbe altro; credo però che anche una superficiale conoscenza delle dinamiche occlusali e l'influenza che esercitano sulla postura attraverso i muscoli possa essere utile nella differenziazione della prescrizione di esercizio fisico.
E soprattutto, capire quando è opportuno inviare il cliente/paziente dallo specialista di riferimento.
Buon lavoro!


*: "La fibromialgia è una sindrome dolorosa cronica dall'eziologia ignota. La diagnosi si basa sulla presenza, da almeno 3 mesi, di dolore muscolo-scheletrico diffuso e presenza di punti algogeni accompagnati da alterazioni del ritmo sonno-veglia, cefalea, sindrome del colon irritabile, stanchezza cronica, disturbi ansioso-depressivi.
Esami ematochimici quali GOT-GPT e soprattutto VES, CPK, LDH, SDH, ALDOLASI possono fornire, se border line o fuori range, degli indizi per effettuare una diagnosi, così come esami radiografici. Il trattamento prevede l'utilizzo di antidepressivi, benzodiazepine, miorilassanti, terapie termali, massaggi rilassanti, ginnastica "dolce", rieducazione posturale globale".
Il che vuol dire, per il sottoscritto: "fibromialgia = tutto e nulla".
La prescrizione di esercizio fisico per i pazienti fibromialgici è sotto attenta valutazione dell'A.C.S.M. e di altri organismi internazionali, ma ripeto, per chi scrive la fibromialgia ha cause ben precise che sfuggono all'occhio vigile della medicina allopatica.


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Dott. Uberto Piccardo Titolare di Dentista Genova Via Maragliano 5 Genova, IT 16121,Tel. 0105959492



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