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I Disordini Temporomandibolari “includono una serie di patologie che coinvolgono i muscoli della masticazione e/o le articolazioni temporomandibolari” (sono le articolazioni che permettono i movimenti della mandibola e si trovano proprio davanti all’orecchio) e sono stati identificati come un’importante causa di dolore non dentale nella regione orofacciale.
Le cause di tali disturbi sono estremamente varie comprendendo malattie sistemiche (artrite reumatoide, lupus eritematoso, malattia di Lyme, neoplasie, fibromialgia), traumi, abitudini viziate (postura scorretta, stringere, serrare o digrignare i denti), stati psicologici (stress, depressione, ansia) e un’alterata occlusione dentale.
La seguente è una lista dei sintomi che presentano i pazienti con disordini temporomandibolari, alcuni sono molto comuni altri meno comuni:
Dolore o rumori (schiocchi oppure sfregamento) all’articolazione della mandibola
Limitazione dell’apertura della bocca
Deviazioni dell’apertura della bocca
Mal di testa
Dolore e affaticamento ai muscoli del viso
Dolore o rigidità al collo, alle spalle e alla schiena
Mal di schiena
Mal d’orecchio
Ronzii o fischi alle orecchie
Sensazione di avere le orecchie tappate
Riduzione dell’udito
Dolore agli occhi o intorno agli occhi
Affaticamento della vista
Difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti
Capogiri e vertigini
Formicolio o intorpidimento alle mani e alle braccia
Mal di denti
Il dentista può intervenire nel correggere l’occlusione dentale. Questo si può ottenere con l’uso di dispositivi rimovibili in resina trasparente chiamati “bite” (alcuni utilizzano altri nomi: placca, placca di svincolo, ortottico, ecc.), che ricoprono la superficie dei denti, superiori o inferiori, e permettono di modificare il modo in cui essi vengono in contatto, modificando così l’occlusione dentale, e di conseguenza correggere temporaneamente la posizione della mandibola . Le alternative sono: un trattamento ortodontico (il classico “apparecchio”), oppure un trattamento protesico (capsule o ponti), o altrimenti, nei casi più semplici, la modifica della superficie dei denti con l’uso di materiali da ricostruzione o rimovendo le piccole interferenze.
Quando la causa che ha scatenato o ha contribuito alla sintomatologia non si limita ad un’occlusione scorretta o a bruxismo, ma altre variabili sono coinvolte, l’odontoiatra deve essere affiancato da altri professionisti. Il fisiatra, il chiropratico, il fisioterapista, l’osteopata sono importanti nel trattamento dei pazienti che lamentano dolore o rigidità al collo, alle spalle, alla schiena e che necessitano di interventi mirati in sedi diverse dal cavo orale.
Il neurologo è indispensabile nella valutazione di pazienti che presentano cefalee non correlate a malocclusione dentale e bruxismo, oppure di pazienti con reali lesioni nervose sia al sistema nervoso periferico che al sistema nervoso centrale.
Lo psicologo e lo psichiatra sono fondamentali quando fattori di natura psicologica (stress, ansia, depressione, somatizzazione) sono coinvolti nel mantenimento della sintomatologia.
Risultati positivi si sono ottenuti anche utilizzando l’agopuntura, la digitopressione, la meditazione e l’ipnosi



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